Il racconto di Francesca Salsi
e Ferrante Grasselli 4A

Francesca Salsi
Terra Madre riunisce tutti coloro che si oppongono allo sviluppo senza criterio e alla costante ricerca di metodi che aumentino la produzione e i guadagni, per favorire la promozione e la preservazione di metodi di produzione alimentare e cibi sostenibili, di qualità, che rispettino l’ambiente e il lavoratore. Durante i cinque giorni in cui si è svolta la manifestazione, si sono riunite a Torino persone provenienti da tutto il mondo, persone che avevano voglia di mettersi in gioco, di far conoscere agli altri le proprie usanze e la propria cultura.

Nello spazio adibito ad accogliere i partecipanti alla manifestazione, ovunque guardavo c’erano persone con costumi, oggetti e prodotti tipici del paese di provenienza, ma anche sorrisi e sguardi felici. Ognuno era contento e orgoglioso di poter partecipare ad una manifestazione così unica, che ti arricchisce moralmente ed intellettualmente (tramite l’opportunità di partecipare a conferenze su diversi temi come il cambiamento climatico e il futuro della sicurezza alimentare).

Nella rete di Terra Madre tutti sono uniti per raggiungere il medesimo scopo: preservare i cibi locali e il territorio.
Penso sia scontato dire che sono orgogliosa e contenta di aver avuto la possibilità di partecipare a questo evento singolare, che mi ha permesso di entrare in contatto con realtà diverse dalla nostra e mi ha aiutato a capire ancora di più che non bisogna fermarsi all’apparenza ma cercare di capire nel profondo le persone.

 

Ferrante Grasselli

Terramadre, l’equivalente delle olimpiadi dello sport, l’incontro pacifico di 153 paesi diversi con lo scopo di conoscersi meglio e di migliorarsi condividendo le proprie esperienze vissute, dialogando. Perché è proprio il dialogo e la conoscenza che permette all’uomo o, nel caso, al piccolo coltivatore di non farsi sopraffare dal latifondista; che permette di sapere che la piccola produzione può essere più importante e conveniente della grande e che esistono i mezzi per portarla avanti; che permette di sapere che la qualità è di tutti e non di pochi e che tutti hanno il diritto di averla; che ci permette di far fronte alle avversità in modo naturale ed ecosostenibile. Perché questi sono stati gli obbiettivi che si sono proposti i coltivatori di tutto il mondo.

Durante i cinque giorni passati a Torino sono venuto a conoscenza che la vera forza del coltivatore moderno non sta solo nelle braccia, ma nella voglia di migliorarsi, imparare e progredire in armonia con la terra. Sono venuto a sapere che tutti loro, dai coltivatori del Senegal a quelli della Samoa, nonostante cambino i vestiti e le culture, vogliono la stessa cosa: l’ecosostenibilità, e questa consapevolezza è arrivata grazie allo scambio di informazioni avvenuto fra di loro soprattutto grazie all’intervento dell’associazione Terramadre.

L’incontro e lo scambio di informazioni mi ha riempito di speranza e felicità perché al mondo c’è ancora voglia di migliorare e di rimediare ai danni arrecati alla terra e che per molte persone la cura del mondo è già rientrata nelle loro azioni quotidiane attraverso comportamenti semplici, come l’uso di coltivazioni o allevamenti autoctoni, e l’adozione di tecnologie adeguate ed economiche, come i moderni sistemi di impianti irrigui.
Sono molto orgoglioso di aver partecipato ad una tale manifestazione perché mi ha insegnato che il futuro c’è e non è nero, anzi, esistono i modi per renderlo migliore e sembrerà una banalità ma: esso dipende da noi, IMPEGNAMOCI!

 

 

 


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Terra Madre 2006

L'esperienza
della 4C e della 5C
a Terra Madre 2008

La presentazione del Prof. Marconi di Terra Madre 2008