L'Istituto d'Istruzione superiore ha partecipato all'edizione 2004 del progetto Bellacoopia promosso da legacoop con il progetto "La Biolca"

La classe 3A è risultata vincitrice del concorso “Bellacoopia” 2003/2004 cui hanno partecipato otto istituti superiori reggiani.
Tra le motivazioni della scelta della giuria, l’attinenza del progetto al curricolo di studi ed alla natura della scuola, l’importanza del tema scelto, la scelta di affrontare il progetto in modo collaborativo tramite lavoro in gruppi, il fatto che il progetto fosse molto vicino alla realtà, ad un passo dalla formazione di una vera impresa cooperativa e, dulcis in fundo, il materiale di comunicazione predisposto con un nome ed un logo ritenuti molto efficaci.

"La Biolca" è un progetto dell'Istituto d'Istruzione Superiore Antonio Zanelli, nato per contribuire alla salvaguardia della biodiversità in agricoltura.
In particolare siamo impegnati nella difesa delle tante cultivar (o varietà) di frutti, ortaggi, vitigni e cereali che fino ad alcune decine di anni fa popolavano le campagne della nostra penisola e che, anno dopo anno, sono progressivamente scomparse.
La prova evidente sono i frutti e gli ortaggi presenti nei negozi e nei supermercati: si trovano, ad esempio, solo poche varietà di fagioli, pomodori e mele, pochissime di meloni, zucche e patate; e l'elenco potrebbe continuare, su questa falsariga.
Ancora nel secondo dopoguerra e negli anni '60 le varietà coltivate erano tantissime ed ogni regione e provincia aveva le sue cultivar locali. Oggi non più.

Il mercato e la progressiva diffusione della grande distribuzione, la globalizzazione potremmo dire, ha preferito selezionare poche varietà, facilmente riconoscibili dai consumatori e soprattutto adatte ai viaggi ed alla lunga conservazione. La distanza, di tempo e di spazio, tra i campi ed il consumatore, è aumentata enormemente.
La "moderna" agricoltura, d'altro canto, ha preferito utilizzare cultivar di ortaggi ibride, i cui semi cioè non sono fertili e non assicurano una discendenza, e che quindi vincolano gli agricoltori all'acquisto delle sementi.
La progressiva scomparsa di questo patrimonio di varietà di frutta e ortaggi, è una perdita di forme, di colori, di sapori, ma anche di "storie", tradizioni e culture locali, di identità.

I tempi però stanno cambiando. In questi "anni bui" le varietà locali sono state mantenute in vita da appassionati orticoltori, che si sono riuniti in associazioni di Seed Savers (salvatori di semi), di "agricoltori custodi", che operano in tutto il mondo.
Questi semi, questa ricchezza genetica quindi esiste ancora, ed ha una speranza di futuro.

Il nostro intento, col progetto "La Biolca", e di riportare questa ricchezza all'attenzione dei consumatori, per ricreare un interesse ed un mercato.
In questo progetto abbiamo collaborato con associazioni come Civiltà Contadina e Slow Food, con aziende agricole reggiane, con il Conad Le Querce, con Legacoop.

Stiamo producendo e riproponendo ai consumatori antiche varietà di ortaggi (zucche, zucchine, pomodori, peperoncini, ecc.) e frutti (meloni, mele, pere, uva).
Un vino, il "Vigna Migliolungo", prodotto con 40 varietà di vitigni tradizionali del reggiano e che ha ottenuto un importante riconoscimento da Luigi Veronelli. Infine, sempre con queste varietà, produrremo confetture e mostarde.
Oggi abbiamo quindi di nuovo occasione di assaggiare e riscoprire questi "frutti dimenticati". La diversità è ricchezza, di gusto e di cultura