La classe 3A dell’istituto I.T.A. “A. Zanelli” si è impegnata nell’ideazione di una cooperativa agricola dal nome “La Biolca” nell’ambito del concorso “Bellacoopia” promosso dalla Legacoop.
Gli studenti della classe, che aderiscono tutti a questo progetto, sono:
Bertani Paolo; Bonvicini Michele; Campioli Alex; Caroni Davide; Cerri Federica; Cipriano Angelo; Cocconi Luca; Corradi Lisa; Corradini Stefano; Croci Valentina; dal Verme Jacopo; Francia Luca; Gallingani Lorenzo; Garuti Matteo; Grasselli Angelo; Piccini Gianluca; Piccinini Damiano; Rocchi Alessia; Saccani Alex; Santini Luca; Spinola Emanuele; Torelli Mattia; Vecchi Davide; Zini Gloria.
Il giorno mercoledì ventuno aprile, presso l’aula magna dell’istituto, è stata simulata la costituzione ufficiale della cooperativa alla presenza del signor Carlo Possa.
Quello che segue è il progetto di come la cooperativa sarà strutturata e organizzata.

Il nome “La Biolca” è stato scelto perché rimanda alla tradizione agricola del nostro territorio. La biolca reggiana è infatti un’unità di misura della superficie agraria, pari a 2.922,25 metri quadrati, utilizzata solo nella nostra provincia. Un nome, quindi, che ci è sembrato azzeccato per un progetto di cooperativa agricola che guarda al futuro (biologico e biodinamico), ma con forti legami con il passato e con le tradizioni (vecchie varietà di ortaggi e frutti), sposando l’idea di un’agricoltura in equilibrio con l’ambiente.
E’ stata ideata una cooperativa agricola con una produzione del tutto particolare in quanto prevede, come si accennava, il recupero di antiche varietà di frutta e ortaggi, coltivate con metodo biologico e biodinamico.
Una delle idee guida che caratterizzano questa cooperativa, è perciò quella dell’agricoltura sostenibile e della salvaguardia della biodiversità delle specie agrarie.
L’altra idea guida è la riscoperta di profumi e sapori dimenticati, attraverso le antiche varietà di frutta e ortaggi, contrastando l’omologazione dei prodotti che caratterizza l’attuale produzione agricola e la grande distribuzione commerciale.
Perché si possa parlare di agricoltura sostenibile è necessario l’impiego del metodo biologico durante tutte le fasi di coltivazione e lavorazione. Questo consiste nel rifiuto di tutto ciò che non è prodotto dalla natura stessa, cioè i prodotti come insetticidi, diserbanti ed anticrittogamici di sintesi. Durante la coltivazione vengono rispettati inoltre i tempi naturali di semina, maturazione e raccolta, secondo i principi del metodo biodinamico. Esso richiede una maggiore attenzione all’equilibrio di tutto l’ambiente in cui si opera; uno dei principi su cui si basa questo metodo ricorda che la vita sul pianeta Terra è un'unica entità, in quanto tutti gli esseri viventi sono strettamente collegati tra loro. L’uomo può intervenire sulle colture soltanto utilizzando, in piccole percentuali, principi attivi dinamizzati estratti da piante. Inoltre nella fase attuale di mercato è importante anche saper fornire elementi di conoscenza ai potenziali clienti quale servizio finalizzato ad un più ampio e corretto utilizzo dei prodotti commercializzati. Perciò la cooperativa si serve di due canali di informazione: il primo nella fase della produzione mostrando, anche grazie alle iniziative delle fattorie didattiche, alle persone interessate le tecniche di coltivazione, nelle loro fasi di semina, cura e raccolta dei prodotti. L’altro costituito dall’accompagnamento alla vendita di depliants informativi sul miglior utilizzo dei prodotti stessi, al fine di valorizzarne le qualità nutrizionali e di gusto.
La produzione della cooperativa è prevalentemente costituita da:

  • Frutta da tavola
  • Frutta da confetture
  • Ortaggi
  • Uva da vino
    (vedi catalogo allegato).

Inoltre produce piante aromatiche da vendersi fresche.

Oltre alla vendita di prodotti freschi la cooperativa propone conserve e confetture derivate dai suoi stessi prodotti; l’attività di trasformazione è però delegata a produttori esterni. Vinificato in patnership con una cantina cooperativa del territorio la cooperativa propone anche un vino con le antiche cultivar di lambrusco.
Le antiche varietà di frutta e ortaggi presentano una maggior resistenza a funghi e parassiti, grazie ad una buccia spessa, che le rende inoltre meno sensibili al deterioramento causato da ammaccamenti durante i trasporti.
Le antiche varietà sono state abbandonate progressivamente, perché la logica della grande distribuzione prevede l’utilizzo di poche varietà standard, selezionate tra le più produttive e le più facilmente commercializzabili in questo sistema distributivo. Tutto ciò, spesso, a discapito del gusto e della varietà dei sapori.
Le antiche varietà, non possedendo le caratteristiche richieste dal mercato, si collocano in un settore di nicchia, che fa riferimento a particolari categorie di clienti. Queste comprendono: persone particolarmente sensibili ai problemi della natura dell’ambiente; tutti coloro che cercano prodotti naturali che garantiscano la salubrità e la genuinità; persone che ricercano e valorizzano la buona tavola ed il mangiare bene, acquistando prodotti enogastronomici tipici di elevata qualità.
La produzione è venduta in parte presso il punto vendita dell’azienda, ed in parte attraverso una rete distributiva che fa riferimento a piccoli negozi del centro che già vendono prodotti particolari, una bancarella in piazza durante il mercato e alla grande distribuzione con lo spazio vendita all’interno del supermercato CONAD ‘Le Querce’. In quest’ultimo caso i prodotti sono venduti, previo accordo commerciale, in uno spazio personalizzato con il marchio della cooperativa e quando possibile dotati di un adesivo sul prodotto


 

La classe 3A è risultata vincitrice
del concorso
“Bellacoopia” cui hanno partecipato otto istituti superiori reggiani.
Tra le motivazioni della scelta della giuria, l’attinenza del progetto al curricolo di studi ed alla natura della scuola, l’importanza del tema scelto, la scelta di affrontare il progetto in modo collaborativo tramite lavoro in gruppi, il fatto che il progetto fosse molto vicino alla realtà, ad un passo dalla formazione di una vera impresa cooperativa e, dulcis in fundo, il materiale di comunicazione predisposto con un nome ed un logo ritenuti molto efficaci.