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L’istituto di Istruzione
Superiore “A. Zanelli” di Reggio Emilia nel dicembre 2005
ha ultimato un progetto di valutazione della qualità dell’aria
nel territorio comunale di Reggio Emilia, attraverso l’impiego di
licheni come bioindicatori. I licheni sono organismi
molto sensibili all’inquinamento atmosferico, dipendendo la loro
vita esclusivamente dall’aria. Attraverso i licheni che crescono
sulle scorze delle piante (licheni epifiti) si può valutare in
modo indiretto la qualità dell’aria: più i licheni
sono vari e abbondanti, minore sarà il livello inquinamento. Dove
la concentrazione di gas inquinanti è molto elevata, i licheni
scompaiono del tutto (deserto lichenico). La misura della presenza dei
licheni ovviamente non è empirica, ma segue un metodo scientifico,
codificato nel 2001 dall’A.P.A.T. e da allora utilizzato ufficialmente
in tutta Italia. I valori di biodiversità lichenica rilevati nelle 51 stazioni hanno permesso di elaborare 2 carte tematiche relative all’alterazione della qualità dell’aria: la prima in cui è riportato il livello di alterazione in modo puntiforme, in corrispondenza dell’unità di campionamento; la seconda in cui i valori sono sottoposti ad un interpolazione matematica che permette di prevedere la qualità atmosferica in ogni punto del territorio comunale. Dalle carte tematiche sulla
qualità dell’aria si può notare come i valori si collochino
per la maggior parte nella zona centrale della scala,
ovvero il 39,2% dei rilievi presenta una naturalità media ed il
23,5% una naturalità bassa; mancano situazioni estreme, sia di
grave alterazione che di naturalità elevata. Alcuni punti di misura a
ridosso della città, sono risultati caratterizzati da valori decisamente
buoni: il Parco dell’Istituto Zanelli, via
Ruini, una strada di campagna in zona Bazzarola, e il Parco della Pace,
all’interno del complesso di edifici in zona COOP Canalina. Il progetto si inserisce
nelle attività del corso sperimentale Cerere di perito
agrario ad indirizzo ambientale, varato nel 2001, che ha
nel monitoraggio della qualità ambientale uno dei suoi argomenti
di maggior rilievo, in particolare attraverso l’utilizzo dei bioindicatori. |
Cosa sono i licheni? - i funghi
(organismi eterotrofi) ricevono dalle alghe (organismi autotrofi) gli
zuccheri ed in alcuni casi anche nitrati (alghe azotofissatrici); La simbiosi consente a questi organismi di insediarsi in ambienti particolarmente poveri e in condizioni climatiche severe dove, separatamente, non potrebbero sopravvivere. I licheni costituiscono pertanto i primi colonizzatori di ambienti privi di vita, per questo sono definiti "specie pioniere"; infatti essi riescono a vivere anche sulla roccia nuda solubilizzando, con i prodotti del loro metabolismo, i minerali che la compongono e iniziando così l'opera di disgregazione che preparerà un substrato più ricco ed ospitale per altri organismi, come ad esempio i muschi. I licheni sopravvivono alla siccità e alle alte temperature disidratandosi velocemente e riducendo al minimo le funzioni vitali, fino al ripristinarsi di condizioni favorevoli; possono rimanere secchi anche per diversi mesi. Con la pioggia si reidratano, assorbendo un quantitativo di acqua di molte volte superiore al proprio peso. La loro crescita è molto lenta e si aggira, in genere, intorno a pochi mm all'anno; alcune specie di licheni fogliosi, a lobi molto grandi, raggiungono i 2 cm/anno, mentre Rhizocarpon geographicum, caratteristico lichene delle rocce, cresce solo di circa 4 mm ogni 100 anni. Secondo alcune teorie, conoscendo la crescita annuale di una determinata specie di lichene, sarebbe quindi possibile stimarne l'età purché non intervengano fenomeni non fisiologici che compromettano la crescita del lichene stesso.
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