Anche nell’anno scolastico 2010/2011 l’Istituto d'Istruzione Superiore “A. Zanelli” ha aderito all’iniziativa, promossa dalla Lega delle Cooperative, tramite la costituzione di una società cooperativa virtuale denominata PromoFood. La partecipazione è stata affidata alla classe 3C dell’istituto coordinata dal prof. Atos Bonacini.

La cooperativa nasce con lo scopo di promuovere nel mercato agro-alimentare locale, nazionale e internazionale, i prodotti di qualità che l’agroindustria italiana è in grado di realizzare. Da alcuni decenni anche nelle nostre zone di produzione, in cui si realizzano prodotti tipici, si assiste, con frequenza statisticamente significativa, ai fenomeni della globalizzazione e della speculazione internazionale sui prodotti alimentari. Questi fenomeni di portata mondiale che interessano moltissimo anche il settore manufatturiero oltre a quello agricolo, stanno determinando problemi che i singoli governi stentano a gestire ma, per quanto riguarda il comparto agro-alimentare le conseguenze vanno a sommarsi alla tendenza, in atto nei moderni consumatori, di allontanarsi sempre più dal consumo dei prodotti freschi e locali verso i precotti o pronti. Si viene così a determinare un’ offerta alimentare dal consistente valore aggiunto rispetto al prodotto agroalimentare tradizionale, ma tendenzialmente globalizzata, per lo piu’ in mano a poche multinazionali, che cercano di imporsi nell’ambito di un mercato oligarchico facendo leva sul prezzo e contenendo i costi di produzione, soprattutto quelli delle materie prime di base. Ne consegue che per raggiungere gli obiettivi prefissati, le grandi catene alimentari acquistano le materie prime dalle aree del mondo in cui minore è il costo unitario delle stesse e normalmente tali zone coincidono con le aree sottosviluppate del pianeta dove il costo della manodopera è assai ridotto. Le aree del pianeta più ricche, non solo economicamente ma anche culturalmente, che hanno mantenute vive le tradizioni del comparto agroalimentare locale,anche grazie a consistenti sovvenzioni comunitarie, oggi alquanto ridotte, si trovano a dover faticosamente concorrere, spesso a soccombere o ad adeguarsi a questo mercato mondiale. In questo contesto globalizzato anche il consumatore finale si trova disorientato, assalito da offerte, sconti, promozioni, senza minimamente essere edotto in merito al contenuto dell’alimento, alle materie prime impiegate, ai processi di lavorazione lungo la filiera, alla salubrità del prodotto ecc. Tra l’altro anche nei Super e Ipermercati che rappresentano la Grande Distribuzione Organizzata (GDO), gli approvigionamenti dell’alimentare vengono fatti contattando grandi gruppi di vendita, che riescono ad avere quantitativi di merce omogenea e a bassissimo costo, già pronta per la esposizione a banco. I prodotti di qualità ancora con forti legami territoriali, che seguono la stagionalità, che sono realizzati per lo più con le tecniche di una volta, con le materie prime locali, sono relegati a prodotti elitari, di nicchia. Non esiste allo stato attuale alcuna possibilità che queste produzioni siano conosciute dal “consumatore medio” senza che si modifichino i sistemi di vendita e, al grande pubblico dei consumatori, siano perfettamente descritti e spiegati i pregi e le caratteristiche intrinseche dei medesimi. Non bastano una fiera o una festa paesana per far riscoprire “i sapori di un tempo”, occorre un lavoro metodologico continuo, costante e tecnicamente ineccepibile, che valorizzi queste produzioni e ne metta in risalto i contenuti anche salutistici, oltre che gastronomici. È necessaria un’operazione di avvicinamento diretto dei consumatori, un’operazione tesa alla divulgazione, alla conoscenza, alla promozione e vendita di questi prodotti proprio nei luoghi dove massima è la concentrazione dei consumatori, ossia nei luoghi deputati alla grande distribuzione organizzata (GDO).

È fondamentale per le GDO, che giustamente e consapevolmente vogliono mantenere saldi i legami col territorio in cui sono insediate e operano commercialmente (come confermatoci nel’incontro avuto con i massimi dirigenti di CONAD Nordest) aprire degli spazi specifici in cui esporre e pubblicizzare le produzioni di qualità. Nondimeno una presentazione seria e scientificamente corretta deve prevedere la figura di un Promoter, un divulgatore, tecnicamente competente e profondo conoscitore di tutti i processi della filiera produttiva e delle materie prime impiegate nella realizzazione.
Ora dalle nostra ricerche abbiamo rilevato che le tecniche di assunzione delle figure di Promoter, impiegate nella GDO, si basano esclusivamente su criteri legati alla disponibilità dei Promoter ad accontentarsi di lavori saltuari o precari e di basse retribuzioni; spesso infatti si tratta di studenti, di disoccupati, cassintegrati o pensionati la cui selezione, fatta da agenzie di collocamento, non considera minimamente le conoscenze e competenze tecniche. Frequentemente l’unico elemento discriminante è il sesso o l’aspetto fisico del promoter. Il consumatore finale rimane pertanto sempre più esposto alla ridondante campagna pubblicitaria massmediatica promossa dalle grandi industrie dell’alimentare e contemporaneamente non viene informato delle eventuali conseguenze o ripercussioni che certi prodotti o materie prime possono avere sulla sua salute. Le nostre indagini di campo hanno confermato la scarsa conoscenza che molte persone hanno circa il significato delle sigle presenti nelle etichette, IGT, IGP, DOP, DOC, DOCG, SGT, Qualità controllata - QC, prodotto biologico, prodotto a lotta integrata, prodotto nelle zone vocate, men che meno sulla natura o provenienza delle materie prime. Ora se la comunità europea, attraverso la PAC (Reg. (CE) n. 1698/05), la regione Emilia-Romagna, attraverso il PSR quinquennale (PSR 2007-2013), la Provincia e il comune di Reggio Emilia quotidianamente si impegnano per realizzare nel territorio produzioni di qualità, rispettose dell’ambiente, delle tradizioni locali, della cultura contadina nonchè della salute dei cittadini, appare evidente come nella nostra realtà agricola esista un vuoto informativo, nella filiera del marketing agro-industriale di queste produzioni, tra l’azienda e il consumatore finale, che noi soci di Promofood, quali tecnici agricoli, vogliamo colmare, poiché ne abbiamo studiato e approfondito le tematiche.