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Nell’anno
scolastico 2008/2009 – 2009/2010 si è svolto il progetto
extracurricolare “Distribuzione spaziale
dei principali metalli pesanti nelle acque e nei sedimenti del Cavo Ariolo”
(Sito d’Interesse Comunitario - IT4030021 - Reggio Emilia) con un
gruppo di allievi del corso agro-ambientale guidati dal Prof.
Daniele Galli. Il progetto si proponeva di caratterizzare, attraverso
l’esecuzione delle necessarie analisi di campo e di laboratorio,
il corpo idrico per tutta la sua lunghezza, consentendo così di
mettere in luce le numerose criticità legate al pesante impatto
antropico di origine sia civile sia agricola. Il Cavo Ariolo è
un corpo idrico artificiale, della lunghezza di circa cinque chilometri,
realizzato al fine di utilizzare, per scopi irrigui, le abbondanti acque
di risorgiva che emergono in corrispondenza della fascia di transizione
dall’alta alla bassa pianura reggiana. A seguito di innumerevoli
fattori, naturali e soprattutto antropici, si è assistito negli
ultimi decenni alla progressiva scomparsa di questi ambienti di risorgiva.
Il Fontanile del Cavo Ariolo è il più grande e attivo della
zona Est della Provincia di Reggio Emilia. Dall’anno 2006 la Testa
del Fontanile e il primo tratto dell’Asta di deflusso sono stati
inclusi nel Sito d’Interesse Comunitario IT4030021, denominato SIC
“Rio Rodano e Fontanili di Fogliano e Ariolo”.
Il progetto ha permesso di caratterizzare
l’intero corso d’acqua (testa e asta di deflusso) sia sotto
in profilo chimico – fisico – microbiologico, sia per quanto
riguarda
la distribuzione dei principali metalli pesanti contenuti nel sedimento
e disciolti nell’acqua fluente.Le pressioni antropiche esercitate
sul corso d’acqua sono sia di natura agricolo-zootecnica, sia di
natura civile-artigianale. La Zona SIC del Cavo Ariolo è inserita
in un contesto agricolo con terreni coltivati a seminativi in avvicendamento.
Dopo circa 200 metri dalla Testa, l’Asta di deflusso è stata
tombata e quindi le acque di risorgiva transitano sotto l’abitato
della frazione suburbana di Villa Gavasseto, dove raccolgono i liquami
(probabilmente tal quali) di numerosi scarichi civili e di qualche scarico
artigianale. Le acque tornano a giorno dopo circa 1 chilometro per poi
attraversare un’ampia zona agricola a forte vocazione zootecnica,
dove ricevono le acque di scolo dei terreni agricoli circostanti e di
alcuni allevamenti bovini e suini. Circa 600 metri prima della confluenza
con il Torrente Rodano, il Cavo Ariolo riceve le acque del Rio Varana,
acque che provengono per la quasi totalità da un piccolo depuratore
che tratta i reflui civili della frazione suburbana di San Maurizio.
MATERIALI E METODI
E’ stato sviluppato un piano di campionamento
che ha portato all’individuazione di 8 stazioni lungo l’intera
lunghezza del corso d’acqua

Il campionamento è stato eseguito
attraverso: prelievo diretto di campioni istantanei d’acqua mediante
l’uso di appositi contenitori, prelievo dei primi 150 millimetri
di sedimento mediante l’utilizzo di carotatore d’acciaio.
I campioni d’acqua sono stati analizzati entro le 24 ore successive,
mentre i campioni di sedimento sono stati disidratati in stufa termostatata
per 72 ore alla temperatura di 40°C, macinati, quartati e conservati,
all’interno di pesafiltri, in ambiente asciutto fino al momento
dell’analisi.
Le analisi delle acque sono state eseguite applicando le metodiche ufficiali
sviluppate e pubblicate da IRSA-CNR. La temperatura è stata determinata
in situ mediante l’uso di un termometro a termocoppia. Il pH è
stato determinato in situ per via potenziometrica, mediante l’uso
di un pHmetro portatile a compensazione termica. La conducibilità
elettrica è stata determinata in situ mediante l’uso di un
conduttimetro portatile a compensazione termica. Il contenuto di ossigeno
disciolto e la saturazione d’ossigeno dell’acqua sono state
determinate in situ per via amperometrica, mediante l’uso di un
ossimetro portatile. La concentrazione di azoto nitrico è stata
determinata ex situ per via spettrofotometrica mediante salicilato di
sodio. La concentrazione di azoto ammoniacale è stata determinata
ex situ per via spettrofotometrica mediante reattivo di Nessler. La concentrazione
di fosforo totale è stata determinata ex situ per via spettrofotometrica
(con molibdato d’ammonio e potassio antimonil tartrato) mediante
mineralizzazione acida a caldo con persolfato di potassio. Il COD è
stato determinato ex situ per ossidazione con dicromato di potassio, in
ambiente acido a caldo. Il BOD5 è stato determinato ex situ, dopo
incubazione di cinque giorni, a 20°C e al buio, mediante titolazione
iodometrica secondo Winkler. Il contenuto di E. coli, Coliformi fecali,
Streptococchi fecali e Coliformi totali è stato determinato ex
situ mediante il conteggio dei microrganismi presenti in un volume noto
del campione di acqua. La concentrazione di Nichel, Rame, Zinco, Ferro,
Manganese, Cadmio, Piombo e Cromo totale in acqua è stata determinata
ex situ per via spettrofotometrica con F-AAS.
La preparazione dei campioni di sedimento è avvenuta, come indicato
nella metodica riportata nei “Metodi ufficiali di analisi chimica
del suolo” (Supplemento ordinario alla G.U. n. 248 del 21 ottobre
1999), attraverso la solubilizzazione dei metalli pesanti presenti nel
sedimento mediante una digestione nitro-cloridrica a caldo. La concentrazione
di Nichel, Rame, Zinco, Manganese, Cadmio, Piombo e Cromo totale nell’estratto
dei sedimenti è stata determinata ex situ per via spettrofotometrica
con F-AAS.
La valutazione del livello di alterazione della qualità delle acque
è stata eseguita utilizzando i parametri LIM (Livello di Inquinamento
da Macrodescrittori), così come indicato nel D.Lgs n. 152, 11/05/1999
“Disposizione sulla tutela delle acque e recepimento della Dir.
91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della
Dir. 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento
provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole” e Allegati.

RISULTATI
STAZIONE 1 (Ari.1)polla in testa al fontanile
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Ubicazione |
Tabella
riassuntiva dati di campo |
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| Descrittori
chimico - fisico - microbiologici |
Distribuzione
metalli acqua fluente/sedimento |
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Immagine
transetto |
Immagine
polla sorgiva |
STAZIONE 2 (Ari.2)prima della tombatura
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Ubicazione |
Tabella
riassuntiva dati di campo |
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| Descrittori
chimico - fisico - microbiologici |
Distribuzione
metalli acqua fluente/sedimento |
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Immagine
transetto |
Immagine
prima della tombatura |
STAZIONE 3 (Ari.3)dopo la tombatura
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Ubicazione |
Tabella
riassuntiva dati di campo |
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| Descrittori
chimico - fisico - microbiologici |
Distribuzione
metalli acqua fluente/sedimento |
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Immagine
transetto |
Immagine
dopo la tombatura |
STAZIONE 4 (Ari.4)dopo la confluenza
di un fosso di scolo
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Ubicazione |
Tabella
riassuntiva dati di campo |
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| Descrittori
chimico - fisico - microbiologici |
Distribuzione
metalli acqua fluente/sedimento |
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Transetto |
Immagine
dopo confluenza fosso di scolo |
STAZIONE 5 (Ari.5)dopo la confluenza
di una scolina proveniente da un allevamento suino
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Ubicazione |
Tabella
riassuntiva dati di campo |
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| Descrittori
chimico - fisico - microbiologici |
Distribuzione
metalli acqua fluente/sedimento |
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Immagine
transetto |
Immagine
dopo confluenza scolina allevamento suino |
STAZIONE 6 (Ari.6)dopo la confluenza
di una scolina proveniente da un allevamento bovino
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Ubicazione |
Tabella
riassuntiva dati di campo |
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| Descrittori
chimico - fisico - microbiologici |
Distribuzione
metalli acqua fluente/sedimento |
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Immagine
transetto |
Immagine
dopo confluenza scolina allevamento bovino |
STAZIONE 7 (Ari.7)dopo la confluenza
del Rio Avarana
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Ubicazione |
Tabella
riassuntiva dati di campo |
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| Descrittori
chimico - fisico - microbiologici |
Distribuzione
metalli acqua fluente/sedimento |
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Immagine
transetto |
Immagine
dopo confluenza
del Rio Avarana |
STAZIONE 8 (Ari.8)prima della confluenza
con il T. Rodano
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Ubicazione |
Tabella
riassuntiva dati di campo |
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| Descrittori
chimico - fisico - microbiologici |
Distribuzione
metalli acqua fluente/sedimento |
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Immagine
transetto |
Immagine
prima confluenza
del T. Rodano |
RISULTATI RIASSUNTIVI
STAZIONI

Valori
degli indici nelle sette stazioni di campionamento
GRAFICI ANALISI CHIMICHE-FISICHE-MICROBIOLOGICHE
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Ph
e Conducibilità elettrica |
Fosforo
totale, Azoto ammoniacale e Azoto nitrico |
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BOD,
COD, DO e percentuale di saturazione dell'ossigeno |
Escherichia
coli, Streptococchi fecali, Coliformi totali e Coliformi fecali
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Grafico di sintesi
GRAFICI DISTRIBUZIONE
METALLI PESANTI IN SEDIMENTO E ACQUA FLUENTE
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| Rame
(sedimento) |
Zinco
(sedimento)
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| Nichel (sedimento)
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Manganese (sedimento)
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| Piombo (sedimento)
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Cadmio (sedimento)
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| Cromo totale (sedimento)
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Distribuzione metalli nei sedimenti |
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| Distribuzione metalli nell'acqua
fluente |
Confronto distribuzione metalli sedimenti -
acqua fluente |
DISCUSSIONE
L’elevato numero di stazioni previste
dal piano di campionamento ha consentito di ottenere dati in una scala
di dettaglio e di mettere così in luce le diverse criticità
incontrate durante l’intero sviluppo del corso d’acqua.
La qualità delle acque della Stazione 1, quindi della Testa del
Fontanile, è buona, con un contenuto di nitrati relativamente limitato
e senza tracce evidenti di contaminazione fecale. La ridotta concentrazione
di ossigeno disciolto è da imputarsi alla risorgenza di acque che
hanno lungamente risieduto nel sottosuolo. Questo dato, determinato da
“cause naturali”, abbassa però il punteggio di LIM,
condizionando il giudizio. Questa Stazione, ufficialmente di Livello II,
presenta in realtà una condizione generale ascrivibile al Livello
I. La Stazione 2 (prima del tombatura dell’Asta di deflusso), nonostante
sia ancora classificabile come Livello II, mostra un lieve incremento
della concentrazione di ammonio e un notevole aumento delle popolazioni
di microrganismi fecali. Tutto questo depone per la presenza di una contaminazione
fecale, della quale, in campo, non si è però individuata
l’origine. La
contaminazione in questione non è probabilmente determinata da
uno scarico diretto ma è di natura infiltrativa. A sostegno di
questi ipotesi vi sono i bassi valori di fosforo totale, di COD e di BOD5.
Il contenuto di ossigeno disciolto non può fornire informazioni
aggiuntive in quanto, a soli 200 metri dalla polla, l’acqua è
ancora desaturata. La qualità delle acque della Stazione 3 (dopo
la tombatura e quindi dopo il centro abitato di Villa Gavasseto) è
pessima, con l’attribuzione di un punteggio LIM di 60, al limite
tra il Livello IV e V. Le condizioni critiche del corpo d’acqua,
perfettamente deducibili anche dalla semplice osservazione visiva da parte
di un occhi inesperto, sono chiaramente attribuibili ad una massiccia
contaminazione organica/fecale che determina l’ottenimento di altissimi
valori di COD, BOD5, fosforo totale, ammonio e batteri fecali, nonché
una forte riduzione dell’ossigeno disciolto. Nella Stazione 4 si
nota un netto miglioramento della qualità dell’acqua, determinato
sia dalla capacità autodepurante del corso d’acqua sia dall’immissione
nel Cavo Ariolo di un fossato, di dimensioni assimilabili a quelle del
Cavo stesso, che tributa notevoli quantità d’acqua di scolo,
con un evidente effetto di diluizione. La qualità delle acque torna
a peggiorare, anche se in modo non molto significativo, in corrispondenza
delle Stazioni 5 e 6, a seguito dell’immissione delle acque portate
da scoline proveniente rispettivamente da un allevamento suino e da un
allevamento bovino. Nella Stazione 7, a seguito dell’immissione
del Rio Varana, si nota un drastico peggioramento della qualità
della
acque, soprattutto per i valori di COD, BOD5, ammonio, desaturazione d’ossigeno
e batteri fecali, da imputarsi agli scarichi civili veicolati dal Rio.
Nonostante il Livello di LIM della Stazione 7 si IV, si possono grossolanamente
osservare i “benefici” portati dalla presenza del depuratore,
con la sua azione abbattente nei confronti del contenuto di sostanza organica
deossigenante e di alcuni batteri fecali. Detti “benefici”
risultano ancora più evidenti se si confrontano i risultati analitici
della Stazione 7 con quella della Stazione 3, dove invece gli scarichi
civili pervengono al Cavo Ariolo solo dopo un trattamento primario e/o
tal quali. La Stazione 8, posizionata pochi metri prima della confluenza
con il Torrente Rodano, mostra una parziale ripresa (Livello III di LIM),
quantomeno sotto il profilo della desaturazione d’ossigeno e del
contenuto di batteri fecali.
Per quanto concerne la presenza di metalli pesanti disciolti delle acque
(Figura 23) si possono notare concentrazioni molto contenute, spesso al
di sotto del limite di rilevabilità della metodica analitica adottata
(come ad esempio per rame, cadmio e cromo totale). Si può comunque
osservare un profilo di distribuzione simile per piombo e nichel, e un
contenuto abbastanza stabile di manganese a partire dalla Stazione 3.
La concentrazione di ferro disciolto, così come quella di zinco,
subiscono un brusco incremento in corrispondenza della Stazione 5, probabilmente
a seguito del recapito delle acque di lavaggio delle porcilaie.
Il contenuto di metalli pesanti nei sedimento è ovviamente molto
più elevato (tranne che per il cadmio, la cui concentrazione è
inferiore al limite di rilevabilità) e porta delle nuove informazioni
relative alle pressioni antropiche esercitate sul Cavo Ariolo (Figura
22). In tutte le Stazioni e per tutti gli elementi indagati le concentrazioni
risultano inferiori ai limiti fissati nella Tabella 1, Colonna A, dell’Allegato
5 al D.lgs 152/2006. Fa eccezione a quanto detto il contenuto di Piombo
nei sed imenti
della Stazione 4. Questo dato, riferito proprio alla Stazione in cui confluivano
le acque di scolo superficiale dei terreni agricoli, ha dato origine ad
un nuovo sopralluogo, dal quale è emersa la presenza, lungo la
complessa rete scolante, di un’azienda artigiane che pratica verniciatura
a polvere. Osservando i profili di distribuzione dei metalli nelle diverse
stazioni si è notato un significativo incremento del contenuto
di rame e zinco in corrispondenza della Stazione 6, dove vengono illecitamente
tributati liquami bovini direttamente nel corso d’acqua. Si è
notata infine un’abbondante presenza di manganese, di origine sconosciuta,
con un evidente picco di concentrazione in corrispondenza della Stazione
3. In conclusione, sul Cavo Ariolo si evidenzia, già a partire
dalla zona SIC, una negativa influenza antropica, che si aggrava enormemente
a soli mille metri dalla Testa del fontanile, per poi mantenersi, con
qualche alto e basso, su livelli di qualità dell’acqua pessima
fino alla confluenza con il Torrente Rodano. Tutto questo mette in evidenza
l’inadeguatezza della gestione delle acque reflue, soprattutto di
origine civile. Pertanto si auspica un intervento combinato tra la Pubblica
Amministrazione e l’Azienda responsabile del ciclo integrato dell’acqua
atto a controllare maggiormente gli scarichi civili e zootecnici e a favorire
l’allacciamento delle utenze domestiche al collettore fognario già
esistente e funzionante nella frazione di Villa Gavasseto.
BIBLIOGRAFIA
• APAT e IRSA/CNR, “Metodi
analitici per le acque”, 2003;
• “Metodi ufficiali di analisi chimica del suolo”; Supplemento
ordinario alla G.U. n. 248 del 21 ottobre 1999;
• D.Lgs n. 152, 11/05/1999 “Disposizione sulla tutela delle
acque e recepimento della Dir. 91/271/CEE concernente il trattamento delle
acque reflue urbane e della Dir. 91/676/CEE relativa alla protezione delle
acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti
agricole” e Allegati;
• D.Lgs n. 152, 03/04/2006 “Norme in materia ambientale”
e Allegati.
RINGRAZIAMENTI

Si ringraziano gli studenti delle classi
5A e 4E (a.s. 2008-2009, 2009-2010) e le rispettive famiglie, gli assistenti
tecnici Sig. Giuseppe Nicoli, Sig. Vito Pontrelli, Sig. Mauro Cantarella
e Sig. Fausto Vezzani, ARPA Emilia Romagna – sezione di Reggio Emilia,
Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale.
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Poster riassuntivo progetto Cavo Ariolo Presentato al congresso internazionale
"Inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo" Imola (BO)
8-9 giugno 2010
(PDF 1,20 MB)
CONCORSO
DELLA BONIFICA DELL’EMILIA CENTRALE
Premiati gli alunni di Gavasseto per le avventure del dugarolo.
Zani, presidente: “È stato per me un grande onore premiare
la sensibilità dimostrata e l’impegno profuso per l’intera
durata dell’anno scolastico, da giovani studenti, i consorziati
del domani”. Centinaia di persone alla festa
REGGIO EMILIA E MODENA
(Reggio Emilia, 10 giugno 2010) – “È stato per
me un grande onore, a nome del Consorzio di Bonifica dell’Emilia
Centrale, premiare la sensibilità dimostrata e l’impegno
profuso per l’intera durata dell’anno scolastico, da questi
giovani studenti, che sono i consorziati del domani. ” Si esprime
così Marino Zani, presidente dell’ente consortile di
Corso Garibaldi, attivo tra Modena, Reggio, nel rendere ufficiali
le premiazioni alle classi 3^ e 4^ della scuola primaria “IV
novembre” di Gavasseto del concorso interprovinciale “Cattura
i segni”, incentrato sulla riscoperta della figura del dugarolo
(il guardiano deputato al controllo del deflusso delle acque). Sabato
29 maggio, presso il cortile della scuola si è svolta la festa
di fine anno, con alcune centinaia di persone.
“Con l’attività di educazione del 2009/2010 ci
siamo rivolti a tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado
del comprensorio – spiega Zani –. Al nostro percorso di
educazione ambientale hanno aderito 157 classi per un complessivo
di 3000 studenti. Al confronto con esperti e uscite dal vivo hanno
appreso temi di gestione della sicurezza idraulica e ambientale, nei
luoghi in cui vivono”.
Oltre agli alunni della scuola, impegnati ormai da anni nella tutela
e nello studio del fontanile Ariolo, sono intervenuti alcuni studenti
di 4E e 5A dell’I.i.s. “A.Zanelli”, che ha presentato
un progetto recante il titolo “Distribuzione spaziale dei principali
metalli pesanti nelle acque e nei sedimenti del cavo Ariolo”.
Un interessante studio che ha messo in luce lo stato del corso d’acqua
sotto il profilo fisico, chimico e microbiologico.
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