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Gli Egiziani erano
ossessionati dallidea della morte e nessun altra civiltà ha lasciato monumenti
così imponenti per celebrare il trapasso a miglior vita, ed è significativo che siano
stati tra le antiche popolazioni i più rinomati per luso di essenze e profumi. |
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Nelle cerimonie più importanti e nelle processioni vi erano sempre dei portatori di unguenti. Ossessionati dallo spettro della morte, i faraoni cercarono di assicurarsi il credito della vita eterna bruciando quotidianamente agli dei degli enormi quantitativi di incenso e di resine odorose che conservavano, stipandole, in apposite stanze adiacenti ai templi. Le pratiche di igiene quotidiana dai templi erano passate prima ai re e poi al volgo. Quintali di essenze si consumavano per la toilette giornaliera dopo di che le donne si ungevano il corpo con oli e balsami profumati. Le qualità dei profumi egizi era talmente eccelsa che tracce odorose sono state rinvenute migliaia di anni dopo, come ad esempio nell’apertura della tomba di Tutankhamon nel 1922. Questo è stato possibile per il clima eccezionalmente secco e per la ridotta circolazione di aria nelle tombe. La medicina, da pura arte oleatoria era divenuta una scienza fin dalla prima dinastia dei faraoni. I grandi sacerdoti, primi dispensatori di farmaci, avevano trasmesso ai medici le loro conoscenze sulle proprietà delle piante e delle spezie. Gli straordinari risultati ottenuti con i processi di imbalsamazione si spiegano oltre che con le particolari condizioni climatiche anche con la conoscenza dei prodigiosi principi attivi contenuti nelle essenze. |