PROGETTO
“DISSESTO IDROGEOLOGICO E PREVENZIONE NELLA DIFESA DEL TERRITORIO”
In collaborazione con
Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale

L’uomo, con le proprie opere
ed infrastrutture necessarie
per lo sviluppo economico ed industriale,
può e deve coesistere con la natura,
ma la natura stessa deve sempre
essere rispettata.


Il progetto proposto dal Prof. Danilo Medici coinvolge la Classe 5A Agroambientale A.S. 2010/2011. Il progetto si pone gli obiettivi di far conoscere ai ragazzi il territorio provinciale, le opere necessarie al suo mantenimento e le problematiche del dissesto idrogeologico che lo caratterizzano. Si pone quindi obiettivi educativi di rispetto ambientale e tecnici riguardo interventi di prevenzione e di contenimento dei danni e conoscenza dei ruoli dei diversi enti coinvolti in questa opera, con particolare riferimento ai Consorzi di Bonifica e alla Regione Emilia Romagna, realizzando interventi in collaborazione con incontri diretti e visite. I ragazzi saranno così proiettati nella realtà operativa e apprenderanno, la gestione dell’acqua per prevenire fenomeni franosi; la progettazione e le tecniche per il consolidamento delle frane con relativa analisi dei costi.

Sono così riportate delle brevi relazioni dei primi incontri avuti con tecnici e funzionari del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale.

Primo incontro (tecnici: Denti e Bigliardi)
Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale è un ente di diritto pubblico che nasce nel 2009 dall’unione di 2 consorzi già preesistenti: Bonifica Bentivoglio-Enza e Parmigiana Moglia Secchia; questa unione ricevi finanziamenti, dagli utenti e in una parte minore dagli enti statali come: provincia, regione e Stato.
Il Consorzio opera in 3 regioni (Emilia Romagna, Toscana e Lombardia) , su 5 province (Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Massa Carrara) e su un totale di 65 comuni.


Inquadramento territoriale (Fonte Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale)

Il Consorzio nella nostra provincia ha l’importante compito di gestire e regolarizzare l’idonea distribuzione delle acque superficiali e di tutelare lo sviluppo territoriale, questi incarichi li svolge sia nella parte montana che in pianura: nella prima ha il compito di fare interventi contro il dissesto idrogeologico e fare la manutenzione della viabilità secondaria rendendo cosi, efficienti le infrastrutture poste a servizio degli immobili. Nella porzione di pianura, tramite varie opere, ha il compito di garantire un corretto deflusso delle acque meteoriche,tramite raccolta,allontanamento e smaltimento facendo si che vi sia, inoltre, anche una prevenzione delle inondazioni causate dalle acque provenienti dalla parte più a Sud; tutte queste opere vengono effettuate con il massimo rispetto e la massima tutela verso l’ambiente naturale, oggi fattore sempre più importante, ma allo stesso tempo favorendo un forte sviluppo economico e sociale del territorio nel rispetto delle norme legislative.


Inquadramento territoriale (Fonte Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale)

Entrando più nello specifico, analizziamo il numero e i vari tipi di opere e manutenzioni che vengono effettuate in pianura e in montagna;

Dati relativi alla montagna:

  • 1782 kmq di comprensorio;
  • 458 km di viabilità;
  • 534 sistemazioni di ogni tipo;
  • 37 acquedotti rurali;
  • 18 invasi collinari;
  • presenza di 1800kmq con elevato dissesto idrogeologico;
  • elevato sorveglianza legata prettamente al dato sovrascritto;
  • sistemazione e bonifica territoriale;
  • consolidamento tramite vari tipi di opere ingegneristiche delle scarpate erose o di quelle più pericolose;
  • regimazione idraulica tramite opere come: risagomatura, correzioni d’alveo, briglie di contenimento d’acqua, soglie con la funzione di ridurre l’erosione delle strutture antropiche e difesa e manutenzione sui corsi d’acqua minori.


Boretto: derivazione cavo Fiuma
(Fonte Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale)

Informazioni relative alla pianura:

  • 1345 kmq di comprensorio su 547 ettari d’estensione;
  • 3587 km di canali;
  • 6 idrovore;
  • 12 casse d’espansione;
  • 72 impianti irrigui per uno stoccaggio di 14.280.000 litri d’acqua e per una portata di 416 mq/sec;
  • raccolta, allontanamento e collettamento delle acque meteoriche che vengono divise in: acque basse, cioè acque che per il trasporto necessitano di idonei sistemi di pompaggio, acque alte che non necessitano di opere specifiche e acque gravitazionali che seguono il normale deflusso atmosferico;
  • distribuzione acque irrigue;
  • deflusso, depurazione e successiva distribuzione come porzione irrigabile delle acque derivanti dagli scarichi o piovane.


Cavo Macera (Reggio) RE - Poviglio
(Fonte Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale)

Il Consorzio oltre alle opere sopracitate svolge altri incarichi come:

  • L’irrigazione, una delle più efficienti a livello europeo, che riesce a distribuire, tramite una complessa rete di canali e pompe idrauliche, acqua irrigua a ben 110.000 Ha (ettari) di colture che vanno dai prati stabili a coltivazioni cerealicole o frutticole, questo permesso anche grazie a un numero favorevole di pozzi e a punti di prelievo delle acque fluviali presenti nei corsi d’acqua maggiori, come Enza e Secchia, inoltre nella parte più Nord del consorzio vi sono pompe idrauliche che prelevano l’acqua dal Po per poi distribuirla nelle zone linitrofe;
  • tutela ambientale, questa è possibile grazie alle opere d’irrigazione e contro il dissesto idrogeologico che permettono: il controllo dei terreni e delle acque a livello d’inquinanti, allo stesso tempo vi è un forte rispetto ambientale e una tutela della flora e fauna del nostro areale, senza poi dimenticare la valorizzazione delle antiche strutture storiche;
  • collaborazione con altri enti e istituzioni statali o private;
  • sorveglianza e rilascio di concessioni, compito molto delicato perché necessita un ampio monitoraggio soprattutto per quello che riguarda il campo dell’edilizia, con particolare attenzione al rispetto dei limiti e delle distanze poste dal consorzio per tutelare le proprie opere e per evitare che si possano creare situazioni pericolose per la popolazione;
  • produzione di energia da fonti rinnovabili, presenza di apposite strutture adibite al compito di produrre energia cosi detta ‘’verde’’, per esempio pannelli fotovoltaici già presenti su alcuni impianti o in fase di progettazione.

Il Consorzio svolge importanti compiti e ruoli nella nostra provincia, svolge attività di bonifica come funzione essenzialmente pubblica ai fini della difesa del suolo, di un equilibrato sviluppo del proprio territorio, della tutela e della valorizzazione della produzione agricola e dei beni naturali, con particolare riferimento alle risorse idriche, così come indicato nel proprio Statuto.
Vi saranno altri 2 incontri dove si entrerà nello specifico per quello che riguarda le opere montane e di pianura, per poi concludere con uscite sul campo a vedere varie opere di sistemazione geologica e idraulica.


Secondo incontro (Dr. Ruffini e Dr. Gozzi)
Il secondo incontro affrontato le tematiche di tre punti:

  • Negli ultimi anni all’interno della Comunità Europea il tema dell’agricoltura sta assumendo sempre maggiore importanza, dato che per un futuro sostenibile è ritenuto necessario un adeguato utilizzo delle risorse, affiancato ad una agricoltura sostenibile. Questo grazie anche ad una proposta del PAC che prevede, dal 2014 al 2020, un programma di sviluppo delle imprese agricole attraverso finanziamenti, maggiore sostegno pubblico ed innovazioni.
  • Il Consorzio sta aumentando il numero dei monitoraggi contro i fattori di rischio idraulico presenti in montagna ed in pianura a causa dell’aumento delle componenti climatiche avverse.
  • In ambiente montano il Consorzio è impegnato a fronteggiare i rischi di frane e dissesto idrogeologico dovuto al fenomeno dell’erosione che se accelerato può provocare importanti smottamenti. In pianura i rischi principali sono dovuti ad allagamenti o alluvioni , a cui si rimedia con appositi canali di scolo, briglie e casse di espansione.

Traversa in loc. Cerezzola nel Fiume Enza
(Fonte Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale)

Durante l’incontro si sono ricordatele principali attività della Bonifica per la difesa dell’ambiente dalla crescente urbanizzazione e il consecutivo consumo di suolo, e dal cambiamento climatico:

  • Bonifica: in pianura le opere del Consorzio garantiscono il corretto deflusso delle acque meteoriche, tramite la loro raccolta, allontanamento e smaltimento ed assicurano inoltre la difesa dalle inondazioni delle acque provenienti dai territori situati più a monte. Anche a causa della sempre maggiore urbanizzazione del territorio e dei cambiamenti climatici in atto, tale attività risulta indispensabile per garantire da possibili allagamenti gli immobili (terreni e fabbricati) posti nel comprensorio di bonifica.
  • Irrigazione: Esiste inoltre un piano di conservazione dell’acqua essendo necessario evitare gli sprechi di questa risorsa così preziosa.
  • Difesa del suolo: che avviene con la manutenzione della rete idraulica in pianura, mentre in montagna tramite interventi di consolidamento e regimazione idraulica contro il dissesto idrogeologico.
  • Tutela dell’ambiente: prevista e regolata da normative europee per il mantenimento di aree protette, per la gestione dei rifiuti e delle sostanze pericolose; da normative statali con decreti dedicati alle “Norme in materia ambientale” e al “Codice dei beni culturali e del paesaggio”; da normative regionali per quanto riguarda gli espurghi, le aree protette, il monitoraggio della qualità dell’acqua, dell’urbanistica, della sismica, e dell’inquinamento luminoso. Anche a livello provinciale e comunale, sono state create normative per la tutela dell’ambiente con piani di coordinamento provinciali che esprimono vincoli per la protezione del paesaggio, piani di tutela delle acque e piani con regolamenti edilizi con vincolo e norme di edificazione.


(Fonte Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale)

Terzo incontro (Ing. Torri)
si è aperto con una presentazione degli interventi di difesa del suolo in ambiente montano. È stato sottolineato come il nostro territorio provinciale sia, per più del 40% della sua superficie totale, soggetto ad eventi franosi. I principali motivi per cui il grado di rischio è così alto sono le caratteristiche geolitologiche del terreno, avente cioè una struttura predisposta o comunque favorevole all’avvenire di tali eventi, e la elevata antropizzazione, che provoca disboscamenti e impermeabilizzazione del suolo, con conseguenti difficoltà nella raccolta di acque meteoriche o comunque nella sua dispersione di grandi quantitativi in aree limitate.
L’ingegnere ha dunque elencato gli organi competenti in materia di difesa del suolo; ovvero:

  • Regione Emilia Romagna
  • Consorzi di Bonifica
  • Provincia di Reggio Emilia (per danni alle strade provinciali)
  • Comuni della Provincia di Reggio Emilia (per danni alle strade comunali)

Interventi di difesa del suolo nelle montagne.
Assieme ai Consorzi di Bonifica, ci sono altri enti che operano a difesa del dissesto idrogeologico:

  • La Regione Emilia Romagna (con una visione globale del territorio, non legata ai limiti territoriali dei Comuni);
  • La Provincia (la quale si preoccupa dei danni alle strade provinciali, la quale si occupa delle problematiche relative alle strade provinciali);
  • I Comuni (che si occupano delle problematiche relative a strade e territori comunali);
  • La Protezione Civile (con i compiti di finanziare le opere, gestire e eseguire interventi di estrema urgenza);

Il dissesto idrogeologico è tra i problemi principali da non sottovalutare su tutto il territorio nazionale. Il 40% del territorio dell’Emilia Romagna è soggetto a frane (soprattutto l’Appennino) e le cause sono riassumibili in due principali:

  • di tipo naturale (agenti atmosferici, terreni molto disomogenei portati a erodere più facilmente, pendenza eccessiva…);
  • l’antropizzazione;

Recentemente è stata fatta un’interessante analisi del suolo in base alla presenza di frane attive e inattive (Foto). Le prime, soggette a periodici movimenti, le seconde ferme (da tenere comunque sotto osservazione).

Sono poi state esposte le varie tipologie di frane che avvengono sulle nostre colline:

  • Colata di terreno
  • Frana di crollo
  • Calanchi
Esempi di frane (Fonte Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale)

Colata di terreno: solitamente, sulle nostre colline, lo strato di terreno superficiale ha uno spessore compreso tra i 5 e i 10 metri, ma a volte raggiunge anche i 30 – 40 metri di profondità. Questo strato è permeabile ed è composto da più materiali tra loro incoerenti, dunque non ben coesi. Al di sotto dello strato permeabile si trova uno strato impermeabile composto da argilla, ben coerente. L’acqua delle precipitazioni meteoriche percola attraverso i livelli permeabili fino a raggiungere il muro di argilla. Qui l’acqua termina la sua penetrazione in profondità, e si accumula formando una patina, un film anche piuttosto spesso, esattamente tra i due strati permeabile ed impermeabile. Di conseguenza si viene a formare un piano di scivolamento su cui lo strato sovrastante di terreno scorre, provocando una vera e propria colata di terreno lungo il verso di massima pendenza, e dunque accumulandosi a valle. Frana di crollo: prevede il crollo del terreno, con lo spostamento da pochi metri cubi a migliaia di metri cubi di terra. Si formano delle vere e proprie caverne o concavità nel suolo, che spesso lambiscono o addirittura scavano al di sotto del manto stradale, lasciando parte della carreggiata pericolosamente in bilico e rendendola facilmente soggetta a spaccature dovute al passaggio dei mezzi di trasporto, con pericolo per l’incolumità degli stessi viaggiatori. Frane di questa tipologia comprendono anche la caduta di massi, che possono colpire veicoli in transito od ostruire il passaggio degli stessi, o ancora raggiungere e danneggiare abitazioni e manufatti.
Calanchi: si tratta di una erosione di tipo superficiale del terreno, che avviene quando è assente la copertura vegetale. Il terreno, formato da sabbia e argilla poco coerenti tra loro, viene scavato dall’acqua meteorica che forma dei canaletti e dei ruscelletti in cui si raccoglie per dirigersi a valle. Si formano così dei labirinti scavati che possono raggiungere anche notevoli profondità. Come prevenzione sono utili la copertura vegetale del terreno e piccole scoline di raccoglimento delle acque meteoriche poste obliquamente alla linea di massima pendenza.


Calanchi (Fonte Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale)

E’ quindi necessaria la continua presenza di Consorzi di Bonifica in ambito montano tramite:

  • opere idrauliche su corsi d’acqua franosi;
  • consolidamento movimenti franosi;
  • opere varie minori;
  • acquedotti rurali.

Alcuni esempi pratici:
manutenzione della viabilità pubblica (pavimentazioni stradali), a seconda anche delle esigenze estetiche che poi determinano manutenzioni diverse (è il caso ad esempio di strada con antipolvere sulla quale non è possibile lo spalo della neve).

  • Ristrutturazioni;
  • Opere in gabbioni (che permettono la permeabilità dell’acqua) con pietrame;
  • Disgaggio: asporto di pietre dopo una frana per evitare che con le successive precipitazioni si aggravi la situazione;
  • Palificazioni in pietra e legno;
  • Favorire lo sviluppo di piante affinché mantengano il terreno consolidato (con idrosemina e telo pacciamante);
  • Drenaggi suborizzontali;
  • Ricostruzione ponti;
  • Briglie;
  • Creazione di cunette di ghiaione sopra ai calanchi in formazione, per costituire vie di fuga all’acqua evitando l’erosione.

Successivamente si è parlato di due famosi disastri nazionali di natura idrogeologica causati da scelte sbagliate dell’uomo:

  • Diga del Vajont (1963)
  • Frana di Sarno (1998)
Diga del Vajont
(Fonte Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale)
Frana di Sarno (1998)
(Fonte Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale)

Infine sono stati esposti alcuni dati

IL LAVORO IN AMBITO MONTANO DEL CONSORZIO DI BONIFICA DELL’EMILIA CENTRALE

  • Opere varie minori
  • Consolidamento dei movimenti franosi
  • Opere idrauliche su corsi d’acqua naturali
  • Acquedotti rurali

Il territorio gestito dal Consorzio di Bonifica ha un’estensione di 120mila ettari e interessa 34 comuni.
Nel periodo compreso tra Gennaio 2006 e Settembre 2009 gli appalti assegnati sono stati 29, per un importo di circa 15 milioni di euro in lavori.

Le frane, si possono dividere in base alla tipologia:

  • Frane di scivolamento (le più frequenti) è il caso di un primo strato superficiale (circa 10 metri) poco stabile e un secondo sottostante più compatto e argilloso. L’acqua appesantisce il primo strato facendolo collassare provocando una nicchia di distacco e una zona (a valle) di accumulo (Foto).
  • Frane di crollo (meno frequenti) è il caso di pareti rocciose le quali con l’azione del gelo crollano.
  • Calanchi, è il caso di terreni pendenti poco coerenti e argillosi, l’acqua piovana provoca un erosione a rigagnoli sempre più incidente.