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Il vocabolo CUCURBITA (zucca) appare etimologicamente come un raddoppiamento del radicale "carb" o " corb" che richiama il latino "curvus": la pianta che si curva e si avvinghia attorno ad altre piante.
E' molto difficile capire oggi quale sia stato il luogo d'origine della zucca, in quanto la sua vasta diffusione in tutti i paesi caldi del mondo rende difficile la ricerca delle piante originarie ed esistono diverse teorie in proposito.
La più accreditata comunque afferma che la zucca è stata introdotta in Europa dopo la scoperta dell'America, quindi il suo paese d'origine sarebbe il Nuovo Continente.
Verso la fine degli anni Ottanta è stata raccolta una grande quantità di informazioni sull'origine e l'evoluzione delle specie comunemente utilizzate dall'uomo, ne sono stati ridefiniti i limiti tassonomici e genetici e le specie selvatiche sono state classificate in categorie intraspecifiche appropriate.

Per fornire dati più precisi sulla zucca, conviene pertanto analizzare separatamente le principali specie:

La famiglia delle Cucurbitacee è una delle più importanti nel settore alimentare e, malgrado la marginalità attuale di alcune specie, è stata un componente essenziale del regime alimentare delle comunità rurali e di certe comunità urbane di molte parti del mondo. Ciò è dovuto a un complesso di fattori, quali la generosità alimentare della zucca (si può mangiare tutto), la rusticità della pianta e la sua semplicissima coltivazione in terreni poco fertili o non irrigabili, la grande conservabilità che la rende commestibile fino a primavera inoltrata e, da non sottovalutare in ambienti di pianura, la sua capacità di dare ombra nei mesi più caldi.
Oltre a tali caratteristiche, che da sempre hanno reso la zucca un ortaggio utile e vantaggioso, occorre metterne in rilievo alcuni pregi "moderni":

  • è particolarmente sana, in quanto non è quasi sottoposta a trattamenti con fitofarmaci;
  • non viene coltivata in serra e ha una stagionalità ben riconoscibile;
  • è un alimento con poche calorie, ma ad alto potere saziante;
  • è ricca di vitamine e altre sostanze ad azione antiossidante;
  • si presta a ricette più o meno elaborate, ma può anche essere cucinata rapidamente.

In Italia è coltivata soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna , Veneto e, in misura minore, in Campania e Puglia. Oggi si produce e si consuma circa un decimo del prodotto di vent'anni fa ( dati ISMEA : 581.000 quintali prodotti nel 1976, 264.000 nel 1987, 92.000 nel 1994, 50.000 nel 2003). Le zucche vengono coltivate principalmente per uso alimentare, ma anche per decorazione, intaglio e cosmesi.
Nel mercato nazionale assistiamo da alcuni anni ad una riscoperta della zucca e a un aumento medio annuo di consumi di zucca alimentare di circa il 10%. Nel 2003, in Italia sono stati commercializzate circa 45.000 tonnellate di zucca, prodotte su poco meno di 2.500 ha.

Sarebbe tuttavia limitativo considerare gli aspetti nutritivi della zucca e sottacerne l'importanza nel campo delle suppellettili e dell'arte, del linguaggio e delle feste.
Una festa di settembre nelle Halles di Parigi celebrava il Re Zuccone; una galleria di quadri ne ricorda i valori ornamentali, animistici ed erotici, con nature morte, Madonne con il bambino (C. Crivelli) e scene della tentazione di Adamo (F. M. Campani). A Roma dal I° secolo a.C. al III° d.C. figura nelle mense semplici allo stesso prezzo del cocomero e la sua comparsa nei pranzi citati da Marziale a Plinio ne preannuncia la fortuna in età moderna, mentre è presente nei manuali di orticoltura e in tutti i ricettari, dall'anonimo toscano della fine del '300 sino all'Artusi.
Di zucca si favoleggia dai primi anni del '500, tanto da ritrovarla nei testi ameni, dove per la sua dismisura aiuta lo stile comico e, per la sua umiltà, serve alle parlate volgari e nel Rinascimento italiano la sua presenza serve a dimostrare una concordanza fra semi vegetali e intelletti umani (Teofilo Folengo , Francesco Doni , Accademia degli Ortolani).
Diverso è il suo ruolo nelle corti dell'Italia padana, in particolare in quella di Ferrara, dove da modesto ortaggio viene promossa a un grande destino: fa da contorno a sapori pregiati o diventa un contenitore commestibile per pranzi importanti e in tal caso recupera i suoi poteri magici ( è una pancia rigonfia di cibo profumato e trasforma la tavola in un orto divino).
Con la zucca, presente nel Ritratto di Rodolfo II° come Vertumno di Giuseppe Arcimboldo, si possono poi immaginare confezioni strane, combinate in modo semplice e sorprendente.
Dopo il trionfo rinascimentale e barocco continua ad essere presente per tutto il '700 e l'800 anche a corte (Napoli, Torino) e se nel '900 la sua rarefazione è la spia di un conflitto fra tavola alta, cucina urbana e mensa rurale, oggi la controtendenza è sotto gli occhi di tutti.
Con il recupero delle ricette regionali e con la ricerca cromatica e sensoriale le cucurbitacee riappaiono nuove e, insieme, di antichissima genealogia, ma sempre un prodigio di memoria rustica.